Inglese, italiano…inglesiano!

Continua il nostro viaggio tra le incursioni dell’inglese nella lingua italiana. Quanto influiscono informatica e tecnologie digitali sulla graduale trasformazione dell’italiano in una lingua ibrida e a tratti extraterrestre come l’inglesiano? Non stiamo parlando di termini ormai consolidati come mouse, browser, home page, per cui non disponiamo di un’alternativa adatta e che sarebbe ridicolo cercare di tradurre. Ci riferiamo invece a una serie di vocaboli, espressioni, abbreviazioni e neologismi che si stanno rapidamente diffondendo nel gergo quotidiano e che spesso sono il risultato di traduzioni che orecchiano l’originale ma che nella maggior parte dei casi risultano scorrette e inappropriate.

Alla velocità del web

I tradizionali meccanismi di evoluzione linguistica che un tempo avvenivano gradualmente “sul territorio”, nel web si evolvono e si contaminano rapidamente attraverso chatroom, social network e blog. E così, se i contenuti si postano, le informazioni si googlano. Come? Avete sentito bene: anche per noi “googlare” sta diventando sinonimo di “effettuare una ricerca in Rete”. Non male per il popolare motore di ricerca, che dopo essere stato inserito come verbo tra le pagine dell’autorevole Oxford English Dictionary (era il 2006), è stato dichiarato parola del decennio 2000-2010 dall’American Dialect Society (ADS). Anglismi, pseudo anglismi e calchi semantici non sono certo nati con l’avvento dei New Media, ma la loro diffusione è stata decisamente facilitata dalla rivoluzione digitale che ha cambiato la nostra vita e il nostro modo di comunicare.

Cosa fare in questi casi?

A volte la traduzione va adattata alla situazione e al contesto, ma spesso è sufficiente affidarsi al buonsenso. Se non clicchereste mai su un topo per accedere alla posta elettronica, sicuramente potete ricordarvi di cercare su Internet le informazioni che vi servono.

Approfondimenti:

Traduzioni italiano-inglese

Share SHARE