Falsi amici: se li conosci li eviti

Talvolta fidarsi è bene ma non fidarsi è decisamente meglio: soprattutto quando si tratta di falsi amici. Con questo termine, come molti sapranno, non si indicano delle persone poco leali bensì due parole di lingue differenti, simili tra loro nel significante (grafia e suoni) ma con significato leggermente o del tutto diverso.

Molti di voi ricorderanno il lungo elenco che la professoressa di inglese ripeteva in classe: attic (soffitta), fabric (tessuto), oil (petrolio), parent (genitore), stamp (francobollo)… In realtà l’espressione falsi amici ha origine francese: furono Maxim Koessler e Jules Derocquigny i primi a usarla, nel saggio Faux amis del 1928.

Queste ambigue analogie esistono in tutte le lingue e possono dar vita a divertenti incomprensioni o a spiacevoli malintesi. Sapevate che Kalt in tedesco significa freddo e che caldo in portoghese vuol dire brodo?
 
I falsi amici sono vere e proprie trappole linguistiche da non sottovalutare: spesso sfuggono al controllo dei traduttori, umani e non. Un’ulteriore revisione è quindi sempre consigliata…in questi casi, non si è mai troppo prudenti!
 
 
 
Share SHARE