Traduzione legale: una sfida appassionante

La notizia è di pochi giorni fa: il processo Mills, che vede accusato per corruzione l’ex premier Berlusconi, è stato ulteriormente rinviato.

Tra gli ostacoli ci sarebbero anche delle difficoltà legate alla traduzione degli atti giudiziari, molti dei quali in lingua inglese. Come è possibile? In Gran Bretagna (come in tutti i Paesi del Commonwealth e negli U.S.A.) il diritto si basa sulla Common Law, mentre quello italiano, è fondato sulla logica della Civil Law.

I due ordinamenti sono molto diversi: non di rado è praticamente impossibile tradurre alcuni termini, di cui non esiste un preciso corrispettivo nella lingua di arrivo.

In certi casi è consigliabile lasciare le parole in originale, in altri è necessario esprimere il concetto in modo alternativo, cercando di rimanere il più possibile fedeli allo stile, alla forma e al contenuto del testo di partenza.

La traduzione legale è molto complessa e delicata e richiede solide competenze interdisciplinari. Per comprendere fino in fondo il testo e tradurlo in modo adeguato al sistema giudiziario in questione, è quindi necessario conoscere in modo approfondito l’ordinamento giuridico di entrambi i Paesi.

Il traduttore legale è investito di una grande responsabilità, laddove anche i minimi dettagli, quali apparentemente insignificanti omissioni o piccole imprecisioni, possono giocare un ruolo decisivo nel processo.

Ma non è corretto associare questo tipo di traduzioni solo alle aule di tribunale: il settore è decisamente più ampio e sfaccettato.

Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un scrittura privata, un contratto di compravendita o una pratica di recupero crediti, abbiamo a che fare con un testo di tipo legale, con linguaggio, terminologia a registro sempre molto diversi tra loro.
Ancora una volta sono competenza ed esperienza del traduttore a fare la differenza!

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