Aggiornarsi per crescere

Se vi chiedessero di disegnare un traduttore, da cosa iniziereste? Probabilmente da una persona circondata da pesanti dizionari, penne e fogli di carta. In pochi comincerebbero tracciando il profilo di un computer. Tuttavia, come abbiamo già illustrato nei post precedenti, nel corso del tempo il settore della traduzione si è profondamente evoluto e ha visto la graduale introduzione di sistemi automatizzati che si affiancano all’intervento umano. Come la tecnologia CAT (Computer Aided Translation), che fornisce un supporto prezioso ai professionisti e consente di abbattere i tempi e i costi del processo di traduzione.

Conoscere le trasformazioni e le potenzialità del settore è fondamentale, non solo per i clienti, ma anche per i traduttori. Tenersi al passo coi tempi in un mondo così complesso non è affatto facile. Vent’anni orsono per distinguersi dalla concorrenza era sufficiente essere informati e acquistare il materiale necessario come, ad esempio,  le macchine per scrivere con i caratteri arabi o cirillici; dieci anni fa si perseguiva “la compatibilità” dei sistemi operativi, degli applicativi software e dei linguaggi HTML, XML, ecc., oggi bisogna acquisire e utilizzare le tecnologie, scegliendo le migliori e destinando tempi adeguati alla formazione. Non basta, infine, possedere hardware e software, bisogna anche dedicare tempo e risorse alle fasi di setup, training e aggiornamenti.

Molti freelance sono ancora restii a cimentarsi con memorie di traduzione e tool informatici: i project manager dei Language Service Provider devono faticare non poco per convincere i professionisti ad usare software come SDL Trados e Across. Ma è proprio l’uso esperto di tali software a fare la differenza e a consentire di emergere in un mercato altamente concorrenziale e polverizzato. Un mercato altresì caratterizzato da una sempre maggiore presenza internazionale di grandi provider che vedono nell’aggiornamento tecnologico uno dei principali elementi per competere.

 

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